8 Mile

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ANNO: 2002       

REGIA: Curtis Hanson   

DURATA: 105 minuti   

ATTORI: Eminem, Kim Basinger,Brittany Murphy 

TRAMA: 8 Mile racconta delle vite di un gruppo di giovani che combattono per trovare la loro strada nel declino di Detroit, nel 1995. Per
                perosone come Jimmy "Rabbit" Smith (Eminem) e i suoi amici, l'hip-pop sembra essere l'unica via di salvezza. Rabbit sa che
                la  sua  speranza è nella musica, ma per avere successo deve concentrare tutta la sua rabbia ed energia nei testi delle sue canzoni
                e deve prima di tutto fare i conti con la sua vita. Uno dei film più acclamati dalla critica del 2002.

SCENE CULT:
SFIDE DI RAP:
Eminem sfida i più famosi rapper di Detroit durante alcune "Battaglie di Rap"
MAMMA: Innumerevoli e violenti diverbi che Eminem ha con la mamma, interpretata da Kim Basinger.
BINGO: Dopo una sbronza la mamma di Eminem ha una grossa vincita al Bingo

CRITICHE: Il film è stato acclamato dalla critica americana e non infrangendo ogni record per quanto concerne il primo week-end al box office Usa incassando circa 50 MILIONI DI DOLLARI. In Italia il film ha incassato invece circa 7 MILIARDI e 185.886 MILIONI  DI LIRE classificandosi al 19esimo posto della classifica del 2003. Il film ha anche partecipato alla cerimonia degli Oscar vincendo nella categoria MIGLIOR CANZONE ORIGINALE con LOOSE YOURSELF cantata da Eminem. I media hanno lodato in gran il talento di Eminem e la sorprendente interpretazione di Kim Basinger nel ruolo difficile della alcolizzata mamma di Eminem.

Da "La Repubblica"
A Detroit il giovane Jimmy Smith jr., detto Rabbit, lavora di giorno e, di notte, frequenta i club hip hop assieme a un gruppo di amici fedeli che sono un po' la sua famiglia alternativa. Di famiglia ne ha anche una vera: però mamma Stephanie (Kim Basinger), donna debole e bastonata dalla vita, si tiene in casa un tipaccio di sfaccendato manesco che la sfrutta, mentre Jimmy ha il suo daffare a proteggere lei e la sorellina dalle brutture di una vita grama e sottoproletaria.
Il giovanotto possiede un eccezionale talento per il rap, che non riesce a esprimere sulla scena; quando ci prova, ammutolisce e se la dà a gambe. Risultato, questo, di una condizione doppiamente difficile: emarginato tra i bianchi, perché è un bianco povero, Jimmy è considerato "spazzatura bianca" dai neri e finisce per ritrovarsi nello stato d'animo di un dropout sintetico. Dopo una serie di delusioni, sentimentali incluse (alquanto razzista il ritratto della sua ragazza, che lo tradisce per la carriera), ce la farà, sbaragliando uno dopo l'altro gli avversari nelle pubbliche "battles", scontri vocali dove bisogna eliminare il concorrente in 45 secondi di rime serrate, fantasiose e virulente. Hip hop hurrah!8Miles è una classica "success-story" all'americana, spostata dall'abituale ambiente sportivo (vediRocky) o da quello dello spettacolo (vediLa febbre del sabato sera) al milieu meno noto di un fenomeno culturale underground.
Poiché si tratta di Eminem c'è, naturalmente, anche la nota biografica: sotto lo schema dell'emarginato che supera gli svantaggi e le angosce personali e "riesce" sonnecchia, ma neanche tanto, la storia del cantante, il rapper passato dalla povertà del ghetto di Detroit ai trenta milioni di album venduti nel mondo.
Fosse stato trattato come una cinica operazione di exploitation commerciale, il debutto di Eminem al cinema poteva facilmente diventare un santino e una boiata: vedi i recenti film che raccontano l'ascesa al successo di Britney Spears e di Mariah Carey. Fortunatamente, le cose non sono andate così. Al contrario. Curtis Hanson (L.A. Confidential) ha diretto unGioventù bruciata del terzo millennio energico e coinvolgente, che riattiva e aggiorna i canoni del buon, vecchio mélo hollywoodiano (il regista lo cita esplicitamente, facendolo passare su una tv le immagini di un film di Douglas Sirk). Scontroso e come roso da un'energia rattenuta, Eminem se la cava più che bene. Per nulla banale la tesi che traversa tutto il film: l'estrema violenza verbale del rap ("gangsta" incluso?) rappresenterebbe, in fondo, una forma benefica di sublimazione, esorcizzando e sostituendo la violenza fisica indotta dall'emarginazione sociale.

Da "Ciak"     
Eminem. Un fenomeno musicale costruito dai discografici per contrastare lo strapotere afroamericano nell'hip-hop un prodotto artificiale per catturare con provocazioni forti il pubblico dei bianchi. Questo dicevano i conoscitori delle segrete cose della musica, al punto che quando si è diffusa la notizia che Eminem sarebbe approdato al cinema con un film ritagliato sulla sua biografia, ci si è sentiti autorizzati a sfoderare un certo scetticismo. Pregiudizi, piuttosto che conoscenza diretta. E infatti ecco la sorpresa: viene presentato 8 Mile, regia di Curtis Hanson (quindi un regista vero, non un confezionatore di prodotti per teenager) e sceneggiatura di Scott Silver, un film che non ricalca la biografia di Marshall Mathers III, in arte Eminem, ma delinea un racconto forte e avvincente. Si comincia nel cesso di un locale, dove il protagonista Jimmy Smith Jr. è impegnato a vomitare. Jimmy dovrebbe salire sul palco per un duello rap improvvisato. Invece è lì, devastato perché la ragazza lo ha mollato e la sua vita è uno schifo e ora gli toccherà anche tornare a casa di mamma perché non ha alternative. Ci va comunque sul palco. Ma rimane zitto, sbeffeggiato dal pubblico che già sogghignava all'idea del bianco intenzionato a sfidare i neri sul loro terreno. Non resta che tornare a casa, carichi di frustrazione. […] 8 Mile è un mélo contemporaneo, dove la musica rap fa da contraltare. La storia, ambientata a metà degli anni '90 su scenari rigorosamente autentici, compreso un magnifico teatro trasformato in parcheggio per auto e i locali storici dell'hip-hop, è infatti quella classica, con la voglia di riscatto a fare da molla decisiva. […] E alla fine del film ritroviamo Jimmy sempre al cesso del locale, anche se questa volta non vomita. Detroit non gli dedicherà monumenti, come era sucesso a Philadelphia per Rocky. Di lui però rimane un film monumentale.

COMPENSO DI KIM: non rilevato   

INCASSI: Boxofficemojo

PAROLA MIA: Il film è stupendo si avvale della bellissima interpretazione di Eminem che veste i panni di se stesso, ha dato l'opportunità di  imporre Brittnay Murphy all'attenzione del grande pubblico e ha convalidato nuovamente l'irresistibile duo Basinger/Hansonl a colonna sonora è bellissima e intrigante e notevole di merito l'interpretazione di Kim.